Ematologi, sistema immunitario “cardine” contro tumori sangue

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IMMUNONCOLOGIA RISORSA CONTRO MIELOMA, AUMENTA SOPRAVVIVENZA.

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Globuli rossi

L’immunoncologia, che ‘risveglia’ il sistema immunitario contro il cancro, rappresenterà il ”cardine” contro i tumori del sangue. Ne sono convinti gli ematologi, per il 98% dei quali le molecole immononcologiche innovative sono una risorsa perchè offrono speranze di lungo-sopravvivenza (69%) e rallentano la progressione della malattia (23%), senza dimenticare l’impatto sulla qualità di vita grazie all’assenza di tossicità. Ma, avvertono gli specialisti, servono più fondi per la ricerca. Questi i principali risultati del sondaggio condotto lo scorso novembre a cui hanno risposto circa 250 ematologi, presentati al Senato in un incontro dedicato alle ‘Nuove frontiere dell’ematologia e la sfida della sostenibilità. Le prospettive offerte dall’immuno-oncologia’. La qualità dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese, spiega Fabrizio Pane, Presidente della Società Italiana di Ematologia (SIE), ”si colloca sopra la media OCSE, anche se i livelli di spesa sanitaria sono inferiori ad altri Paesi”. Infatti, la sanità costa agli italiani l’8,8% del Pil, molto meno che agli olandesi (11,1%), ai tedeschi (11%), agli svedesi (11%), ai francesi (10,9%), e la metà che ai cittadini statunitensi (16,4%). La sfida della sostenibilità, avverte, ”può però essere vinta solo grazie all’innovazione, che permette di evitare l’uso non appropriato dei farmaci e spesso determina benefici economici a lungo termine”. L’immunoncologia, affermano gli esperti, sta evidenziando risultati importanti nel mieloma multiplo, un tumore del sangue che ogni anno in Italia colpisce circa 4.500 persone.In particolare la nuova molecola sperimentale elotuzumab ha ridotto in maniera significativa il rischio di progressione della malattia e ha dimostrato un aumento relativo del 44% della sopravvivenza libera da progressione della malattia. Complessivamente ogni anno circa 28mila italiani sono colpiti dai tumori del sangue, ma sono decisamente migliorati i tassi di guarigione. Per questo, sottolinea Mario Boccadoro, Direttore Dipartimento di Oncologia ed Ematologia, Città della Salute e della Scienza di Torino, ”è essenziale identificare nuove armi che consentano non solo un prolungamento della sopravvivenza ma anche una buona qualità di vita. In questo senso le prospettive offerte dalla immunoncologia sono davvero importanti”. Dello stesso parere Michele Cavo, Direttore Istituto di Ematologia e Oncologia Medica Università degli Studi-Policlinico S.Orsola-Malpighi Bologna, secondo il quale ”i farmaci immunoncologi aprono nuove prospettive di terapia, sia per il loro meccanismo d’azione che permette di controllare con più efficacia la malattia, che per l’ottimo profilo di tossicità che li rende ‘partner’ ideali di altre terapie target”. A sottolineare però la necessità di una maggiore informazione sui progressi ottenuti è Laura Del Campo, responsabile Affari Generali della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO): ”Le iniziative di informazione – rileva – dovrebbero essere indirizzate non solo ai clinici ma anche ai pazienti”.
Un’esigenza confermata dagli ultimi dati Censis, sulla base dei quali per un italiano su due (54,3%) i nuovi farmaci rappresentano le innovazioni tecnologiche e sociali che daranno maggiore impulso al cambiamento della vita in Italia nel prossimo futuro.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 10.12.2015

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