Mangiare peperoncino “allunga” la vita

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CALA DEL 13% MORTALITA’ PER MALATTIE CUORE E ICTUS

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Saranno contenti gli amanti dei cibi piccanti: mangiare il peperoncino rosso piccante riduce la mortalità del 13%, in particolare quella dovuta alle malattie cardiache e all’ictus. E’ la conclusione di uno studio dell’università del Vermont, pubblicato sulla rivista Plos One.
Servendosi dei dati della National Health and Nutritional Examination Survey (NHANES) III su 16mila americani seguiti per 18 anni, i ricercatori hanno esaminato le caratteristiche standard dei partecipanti in base al consumo di peperoncino. In questo modo hanno osservato che la mortalità totale tra i consumatori di peperoncino era del 21,6% rispetto al 33,6% dei non consumatori. Nello studio, gli amanti del peperoncino tendevano a essere ”più giovani, maschi, sposati, fumavano sigarette, bevevano alcol, consumavano più verdura e carne, avevano colesterolo più basso, guadagnavano meno ed erano meno istruiti” rispetto agli altri che non consumano peperoncino. Ci sono diverse spiegazioni possibili alla base dei benefici del peperoncino. Una di queste è che la capsaicina, il suo principale componente, ha un ruolo nei meccanismi cellulari e molecolari che prevengono l’obesità e modulano il flusso di sangue nelle coronarie. Inoltre possiede delle proprietà antibatteriche che possono influire, indirettamente, sulla flora intestinale, e contiene anche sostanze nutrienti, come vitamina B, C e pro-vitamina A, che contribuiscono ad avere un effetto protettivo. ”Il consumo di peperoncino e cibo speziato potrebbe diventare una raccomandazione dietetica”, commenta Mustafa Chopan, coordinatore dello studio.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 16.01.2017


OMS, 6 milioni di morti l’anno per fumo, aumento prezzi sigarette e risparmiare miliardi

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MISURE CONTROLLO E TASSE TABACCO SALVEREBBERO MILIONI VITE

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Attuare una convinta politica di controllo “anche attraverso le tasse sul tabacco e l’aumento del prezzo delle sigarette” può far risparmiare agli Stati “miliardi di dollari e salvare milioni di vite”. E’ l’ultimo monito contro il fumo che arriva dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dal National Cancer Institute degli Stati Uniti, nel rapporto ‘The economics of tobacco and tobacco control’. Tali misure “possono ridurre significativamente l’uso del tabacco e proteggere la salute dai grandi ‘killer’ mondiali come cancro e malattie cardiache”. Oggi, ricorda l’Oms, circa 6 milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’uso di tabacco e la maggioranza delle vittime è nei paesi in via di sviluppo. Se non controllata, “l’industria del tabacco e l’impatto mortale dei suoi prodotti – avverte l’Oms – costano alle economie del mondo più di mille miliardi di dollari annualmente in spese sanitarie e perdita di produttività”. Al contrario, misure di controllo porterebbero, secondo l’Oms, a maggiori guadagni per gli Stati e ad un calo del 9% dei fumatori. Nel Rapporto, di circa 700 pagine, l’Oms afferma che “i ricavi annuali dalle accise dalle sigarette potrebbero globalmente aumentare del 47%, pari a 140 mld di dollari, se tutti i paesi aumentassero le accise di circa 0.80 dollari per pacchetto”. Inoltre, rileva l’Oms, “questo aumento della tassazione aumenterebbe i prezzi al dettaglio delle sigarette di circa il 42%, portando ad una diminuzione dei fumatori pari al 9% pari a 66 mln di fumatori adulti in meno”. L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea anche come misure di controllo sul tabacco “non danneggiano l’economia”: “il numero di posti di lavoro collegati al tabacco è diminuito in molti Paesi, soprattutto per l’innovazione tecnologica e la privatizzazione delle aziende manifatturiere una vota statali” e programmi di coltivazione in sostituzione del tabacco “offrono ai coltivatori opzioni alternative”.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 10.01.2017


Esperti, un “trucco” scientifico per detox del dopo-Feste

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E’ TERMOGENESI, SI BRUCIANO CALORIE SFRUTTANDO TEMPERATURA ACQUA

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Ogni anno, finite le “abbuffate” natalizie ci si sente in colpa per aver esagerato con le calorie. Per tornare in forma, secondo gli esperti dell’Osservatorio Sanpellegrino si può sfruttare un ‘trucco’ scientifico chiamato termogenesi, che aumenta la produzione di calore dell’organismo.
“Studi internazionali dimostrano che bere due bicchieri d’acqua a temperatura ambiente tre volte al giorno, aumenta del 30% il metabolismo”. Il motivo è che l’acqua, a 20 gradi, viene portata dall’organismo alla temperatura corporea di 37 gradi, e questo fa bruciare più calorie. “Bere molta acqua a più riprese, ad esempio 500 ml quattro volte al giorno per un totale di due litri, può quindi far quadruplicare il dispendio energetico”.
Inoltre, commenta Nicola Sorrentino, docente di Igiene Nutrizionale all’Università di Pavia, “il potere detossificante dell’acqua è un prezioso strumento di prevenzione, poiché contribuisce all’eliminazione delle tossine”.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 04.01.2017


Tumori: vaccino terapeutico cancro seno è “sicuro ed efficace”

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AIUTA SISTEMA IMMUNITARIO, IN 13 PAZIENTI LA MALATTIA E’ SCOMPARSA

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Passi avanti verso il vaccino contro il tumore al seno. E’ risultato sicuro ed efficace il vaccino che stimola il sistema immunitario a prendere di mira la proteina HER2 sulle cellule del cancro alla mammella, portando così alla regressione della malattia in stadio iniziale su un gruppo di 13 pazienti su 54 arruolate nella sperimentazione.
Il gene HER2 è sovraespresso nel 25% di tutti i tumori al seno ed è associato a una cattiva prognosi. I ricercatori del Moffitt Cancer Center hanno sviluppato un vaccino che aiuta il sistema immunitario a riconoscerlo e prenderlo di mira. Per prepararlo hanno isolato le cellule immunitarie dendritiche dal sangue di ogni paziente ed le hanno esposte a frammenti della proteina HER2. Per determinare se il vaccino fosse sicuro ed efficace, hanno eseguito uno studio su 54 donne che avevano cancro al seno di questo tipo in stadio precoce. Alle pazienti è stata iniettata una dose di vaccino personalizzato una volta alla settimana per 6 settimane in un linfonodo, sul tumore stesso o in entrambi i siti. Dai risultati, pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research, è emerso che il vaccino era ben tollerato e la tossicità bassa; gli eventi avversi più comuni sono stati affaticamento e brividi. Circa l’80% delle pazienti valutabili ha avuto una risposta immunitaria positiva.
Inoltre 13 pazienti hanno raggiunto una risposta completa, ovvero l’assenza di malattia rilevabile all’interno di campioni chirurgici dopo la resezione. Maggiore efficacia è stata riscontrata in donne con carcinoma duttale (che colpisce le cellule dei dotti mammari). Precedentemente uno studio ha mostrato l’efficacia del vaccino GP2 contro tumori al seno HER2-positivi per evitare recidive in pazienti già operati.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 04.01.2017


Dieta per il nuovo anno, a “sabotarla” sono i batteri dell’intestino

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NUOVO REGIME PUO’ NON FUNZIONARE, MICROBIOTA LAVORA CONTRO DI NOI

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Chi ha scelto di mettersi a dieta dopo gli stravizi delle feste deve armarsi di pazienza. Il nuovo regime alimentare potrebbe non funzionare, perlomeno non subito, e il ‘sabotaggio’ potrebbe arrivare dai batteri dell’intestino.
Lo ha scoperto una ricerca guidata dalla Washington University di Saint Louis e che vede tra gli altri la partecipazione di Luigi Fontana, dell’Universita’ degli Studi di Brescia. La ricerca è pubblicata su Cell Host & Microbe. In sostanza, il microbiota, cioè la ‘popolazione’ che compone la flora intestinale, potrebbe non essere dalla nostra parte.
Può rivelarsi persino utile la perdita di alcuni batteri perché una dieta nuova abbia successo. Gli studiosi hanno prelevato campioni di feci da persone che hanno seguito una dieta a base di frutta e verdura ipocalorica o una dieta senza restrizioni, scoprendo così che chi aveva seguito la dieta ricca di vegetali e ad apporto calorico ristretto aveva un microbiota più diversificato. Hanno poi colonizzato gruppi di topi privi di germi intestinali con le comunità di batteri dei diversi donatori umani, nutrendo gli animali con la dieta originaria del donatore oppure con una diversa. Sebbene i topi rispondessero alla nuova dieta, quelli che ne seguivano una tradizionale mostravano una risposta debole alla dieta ricca di vegetali. In sostanza, era come se batteri abituati ai cibi grassi faticassero ad adattarsi ad un nuovo regime alimentare con più frutta e verdura, frenando il dimagrimento. L’effetto è migliorato facendo ‘coabitare’ animali con questo tipo di batteri, della dieta tradizionale, con quelli di topi che avevano una flora intestinale abituata alla dieta a base vegetale. Gli studiosi sperano che l’approccio utilizzato nello studio possa portare allo sviluppo di probiotici di ultima generazione.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 03.01.2017

Tumori: studio Cro Aviano, diabetiche si ammalano di più

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ANCHE MINORE ATTESA VITA

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Le donne diabetiche si ammalano più frequentemente di tumore rispetto a quelle non affette da diabete e hanno una minore attesa di vita dopo la diagnosi: sono le principali conclusioni dello studio relativo al rischio di neoplasia effettuato dall’Epidemiologia Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano, coordinato da Diego Serraino, condotto su 32.247 soggetti diabetici residenti in Friuli Venezia Giulia, e pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology.
Tra le 14.420 diabetiche controllate per diversi anni, 763 hanno sviluppato un tumore, un’incidenza più alta di circa il 30% rispetto alla popolazione generale femminile. Rischi elevati che, nelle donne sottoposte ad almeno tre anni di screening, sono stati riscontrati per il tumore del fegato, del pancreas (di 3 volte) e della mammella (+24%). Risultati noti nella letteratura medica, ma per la prima volta dimostrati anche nel Nord Italia.
La sorpresa più grande, in termini negativi, è giunta dallo studio dell’attesa di vita delle donne diabetiche dopo la diagnosi di tumore: tra le 206 che avevano sviluppato una neoplasia della mammella a fronte della diagnosi di diabete, la sopravvivenza dopo 5 anni era del 12% inferiore rispetto a quelle non diabetiche (71% vs 83%). Un gap significativo e poco conosciuto, attribuibile in buona parte al diabete e alle sue molteplici complicanze.
Questi dati, originali, sottolineano al CRO, “mettono ulteriormente in luce la necessità di particolare attenzione medica delle donne diabetiche”.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 27.12.2016

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