Aspirina liquida nuova possibile arma contro tumore cervello

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10 VOLTE PIU’EFFICACE DELLA CHEMIO, STUDIO GB

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Potrebbe essere l’aspirina in forma liquida una nuova ‘arma’ per combattere il tumore al cervello, in particolare una delle forme più diffuse e aggressive rappresentata dal glioblastoma. Una speciale versione di questo farmaco, detta ‘IP1867B’con due ingredienti aggiuntivi (non rivelati), sembra infatti essere dieci volte più efficace della chemio nell’uccidere le cellule tumorali secondo i risultati preliminari di uno studio condotto dall’Universita’ inglese di Portsmouth, presentato alla conferenza ‘Brain Tumors 2016′ a Varsavia. Studio che dovra’ essere confermato da altri test ma che ha suscitato subito interesse. Sviluppare l’aspirina in forma liquida e’ sempre stato un obiettivo importante a livello scientifico, considerato che quelle solubili disponibili sul mercato non sono veramente tali e contengono granuli che possono provocare effetti collaterali a livello gastrico. La nuova formulazione, sviluppata in collaborazione con una piccola start up di Manchester, ha invece la capacità di attraversare la barriera del sangue nel cervello che serve a proteggerlo, ma al tempo stesso può impedire ad alcuni farmaci di raggiungere il tumore e sconfiggerlo. Testata su cellule tumorali di adulti e bambini con glioblastoma, si è rivelata più efficace di ogni combinazione di farmaci attualmente in utilizzo, senza danneggiare le cellule sane.
Bisogna attendere ulteriori test, ma tutti e tre gli ingredienti sono stati autorizzati per uso umano e gli studiosi, come riporta il Daily Mail,sono anche fiduciosi che aggiungendo due chemioterapici al trattamento (gli esperimenti sono già iniziati) i risultati potrebbero essere anche migliori.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 30.06.2016

Lattuga, noci e arance i super cibi “alleati” delle donne

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MINORI PROBLEMI FISICI QUANDO LA DIETA E’ RICCA DI MELE E PERE

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Arance, succo d’arancia, mele, pere, lattuga, normale o del tipo romano, e noci. Questi i ‘super-cibi’ alleati delle donne nel processo di invecchiamento.
Il loro consumo e’ infatti collegato a un minor rischio di fragilità e a una maggiore capacità di movimento, quindi a un tasso ridotto di indebolimento e invalidità fisica legata all’eta’. E’quanto emerge da uno studio del Brigham and Women’s Hospital, pubblicato su Journal of Nutrition. Gli studiosi hanno messo in rapporto la qualità della dieta (misurata in base a un indice specifico, l’Alternative Healthy Eating Index) con la compromissione delle funzioni fisiche in 54.762 donne nell’ambito di uno studio denominato Nurses’ Health Study, sulle infermiere, durato 30 anni. Le funzioni fisiche sono state misurate ogni 4 anni e così la qualità della dieta con appositi questionari, dal 1992 al 2008. Dai risultati e’ emerso che coloro che mantenevano nel corso del tempo una dieta sana risultavano avere meno problemi a livello fisico con l’età e in particolare molta frutta e verdura, poche bevande zuccherate gassate e poco sale, oltre a un moderato consumo di alcol avevano un’influenza positiva. Tra i singoli alimenti, quelli che mostravano di essere correlati a un minor declino dal punto di vista fisico erano proprio lattuga, noci, arance, mele e pere.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 27.06.2016

“Bionde” come killer, ma 20% italiani fuma in casa

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ESPERTI PERCENTUALE MAGGIORE IN UMBRIA

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Accendere una sigaretta in salotto o in camera da letto è come aprire la porta di casa ad un serial killer. Un gesto abituale per 20 italiani su cento: una percentuale che arriva al 29% in Umbria e scende al 9% in Veneto. Il tumore del polmone è al centro di CIOT2016, la Conferenza Internazionale di Oncologia Toracica, in corso a Napoli. Il fumo resta il principale alleato del tumore al polmone, il big killer che non fa abbastanza paura nonostante sia la prima causa di morte oncologica, sia al quarto posto tra quelli più diagnosticati e sia ancora lontana la diagnosi precoce.
“Se domani la popolazione mondiale decidesse di smettere di fumare – dice Filippo de Marinis, Past President AIOT – tra 20-30 anni il carcinoma polmonare risulterebbe abbattuto del 90% come mai nessuna terapia potrà ottenere”. Una lezione che dovrebbero imparare soprattutto le donne, particolarmente a rischio eppure irriducibili della sigaretta o costrette a vivere con un fumatore in casa. Il tumore del polmone ”cresce tra le donne perché continuano a fumare – dice Cesare Gridelli, presidente dell’Associazione Italiana Oncologica Toracica (AIOT) – ma l’aumento dell’incidenza della malattia in donne non fumatrici ci fa ipotizzare che ci sia anche una causa genetica e ormonale”. E gli esperti lanciano un appello: smettete di fumare. Almeno in casa. Perché il fumo passivo aumenta il rischio di ammalarsi di tumore al polmone. Se non lo volete fare per voi, almeno fatelo per chi vi vive accanto.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 23.06.2016

I pazienti oncologici non più agli “arresti domiciliari”

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INPS CHIARISCE TERMINI PER ESENZIONE DALLA REPERIBILITA’

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I pazienti oncologici non saranno più costretti agli ‘arresti domiciliari’ quando assenti dal lavoro a causa della malattia. L’Inps ha infatti chiarito i termini per l’esenzione dalla reperibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato la cui assenza sia connessa con patologie gravi che richiedono terapie salvavita, comprovate da idonea documentazione, o con stati patologici di invalidità riconosciuta in misura pari o superiore al 67%. La circolare Inps, rende noto la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), precisa che sarà compito del medico di famiglia accertate le condizioni del malato, compilare e inviare per via telematica all’INPS e al datore di lavoro il certificato di malattia, barrando la casella ‘terapie salvavita’ ovvero ‘invalidità’, per evitare che il malato sia sottoposto a visita quando non necessario. La Favo giudica positivamente la circolare, cui sono allegate le nuove linee guida dell’Istituto: ”Molteplici le ricadute positive di questi atti di indirizzo – afferma Elisabetta Iannelli, segretario generale FAVO -: semplificazione delle procedure per i medici nella compilazione del certificato medico telematico di malattia, riduzione del rischio di abusi in mancanza di diritto all’esenzione, eliminazione di visite di controllo inappropriate e, soprattutto, recuperata serenità dei lavoratori affetti da gravi patologie che non si sentiranno più costretti agli ‘arresti domiciliari in malattia”’. Per quanto riguarda specificamente i malati di cancro, le linee guida precisano che possono essere esentati dalle fasce di reperibilità i lavoratori affetti da ”neoplasie maligne in trattamento: chirurgico e neoadiuvante, chemioterapico antiblastico e/o loro complicanze, radioterapico”. Le linee guida sono riferite ai lavoratori privati ma d’ora in poi potranno essere un punto di riferimento anche per i lavoratori pubblici. Rimane però, denuncia la Favo, ”il problema dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS, ai quali tale diritto fondamentale alla ‘libertà di circolazione in malattia’ deve essere al più presto esteso”.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 15.06.2016

OMS, per il caffè nessun rischio tumore

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NEL ’91 INDICATO LEGAME CANCRO VESCICA

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Nessun rischio tumore dal caffè: la tazzina è stata assolta da circa 20 esperti internazionali che hanno elaborato un atteso parere dello Iarc (l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro), che sarà presentato domani. Nel 1991 il caffè era stato valutato possibilmente cancerogeno (classificato come 2 b) per il cancro alla vescica. Dopo il nuovo esame, si è appreso, entra nella categoria 3 dove non ci sono evidenze di rischio. L’esame da parte dello Iarc, ha messo sotto la lente di ingrandimento 500 studi circa che hanno permesso di declassare il rischio per la bevanda fra le più amate nel mondo. Gli studi degli anni ’90 infatti avevano rilevato un rischio maggiore per il tumore alla vescica e il consumo si caffè. Rischio poi non confermato dagli studi degli ultimi 25 anni che anzi ne hanno valutato addirittura, come testimoniato dalle pubblicazioni scientifiche, un effetto protettivo su due tumori: quello dell’utero e quello del fegato. Il parere, secondo quando si è appreso, valuta un consumo medio di 3-4 tazzine al giorno su una popolazione normale, cioè si persone che non soffrono di malattie come la cirrosi. Gli esperti in futuro analizzeranno anche le possibili relazioni fra te’ e tumori.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 14.06.2016

Tumori: mieloma, arriva “killer seriale” cellule cancerose

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PRIMO DI UNA NUOVA CLASSE FARMACI, “RISULTATI SENZA PRECEDENTI”

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È il primo di una nuova classe di farmaci (anticorpi monoclonali) che, grazie ad un meccanismo d’azione completamente nuovo, può sia stimolare il sistema immunitario che attaccare direttamente le cellule tumorali del mieloma multiplo, grave forma di tumore del sangue. La nuova molecola (daratumumab) e’ cioè una sorta di ‘killer seriale’ delle cellule cancerose ed e’ stata approvata recentemente in Ue, rappresentando un giro di boa nella terapia per questo tipo di tumore. La conferma arriva dal Congresso dell’Associazione europea di ematologia (Eha) in corso a Copenaghen. Il farmaco e’ dunque il primo della classe di anticorpi monoclonali chiamati anti CD-38, completamente di origine umana, in grado di unire all’attività immunitaria anche un’azione diretta che porta a morte le cellule tumorali. Un vero e proprio ‘serial killer’ per le cellule malate. Negli studi effettuati fino a oggi, afferma Antonio Palumbo, direttore del Dipartimento di Oncologia, Università di Torino, ”abbiamo visto nei pazienti dei risultati senza precedenti in termini di sopravvivenza libera da progressione di malattia e di risposta generale alla terapia, risultati ottenuti in studi in cui pazienti con mieloma multiplo hanno ricevuto l’immunoterapia con daratumumab in combinazione con una terapia standard”. Il mieloma multiplo, spiega, ”ad oggi non ha una cura definitiva, ciò significa che è fondamentale non solo avere terapie sempre più efficaci ma anche averne a disposizione diverse, in modo da utilizzarle in sequenza ogni volta che il paziente ha una ricaduta. Possiamo però dire che con l’arrivo di questa nuova classe di anticorpi monoclonali si apre un nuovo capitolo di cura del mielina”. La nuova molecola si presenta cioè come un potente ‘killer naturale’ delle cellule tumorali. I dati dello studio di fase 3 Pollux, presentati al congresso EHA, hanno infatti mostrato che l’immunoterapia daratumubab, in combinazione con il regime standard di cura, ha ottenuto il 63% di riduzione del rischio di progressione di malattia o di morte nei pazienti che hanno ricevuto almeno un precedente trattamento. Alla luce di questi risultati ”si può dire che daratumumab è candidabile a diventare il nuovo standard di cura per il mieloma multiplo”, ha commentato Palumbo.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 13.06.2016

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