Fumo, la nostalgia può dare una spinta in più per smettere

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STUDIO, CAMPAGNE NO BASATE SU PAURA, MA CHE TOCCHINO CORDE CUORE

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La nostalgia può dare la spinta in più per smettere di fumare. Più che fare leva sulla paura, le campagne anti-fumo dovrebbero toccare le corde del cuore degli amanti delle ‘bionde’, richiamando ad esempio i ricordi felici del passato. È quanto emerge da uno studio della Michigan State University, pubblicato sulla rivista Communication Research Reports. La ricerca è stata svolta su fumatori di età compresa tra i 18 e i 39 anni, ad alcuni dei quali sono state sottoposte delle campagne che erano una sorta di pubblicità progresso, quindi pensate per far riflettere, appositamente realizzate. Le pubblicità comprendevano immagini di ricordi dell’infanzia, con frasi tese a ricordare momenti sereni, come “mi manca la semplicità della vita, essere fuori in una calda notte d’estate” con riferimenti precisi a odori familiari e sapori di altri tempi. Al termine, un narratore ricordava il momento in cui il fumo era stato introdotto nella quotidianità e vi era un invito all’azione.
I risultati hanno evidenziato che coloro che avevano visto questi spot riferivano di provare più nostalgia ma soprattutto esprimevano attitudini più fortemente negative verso il fumo.
Questo valeva in particolare per le donne. “Il nostro studio mostra il ruolo promettente dei messaggi nostalgici- spiega una delle autrici della ricerca Maria Lapinski- sappiamo che i cambiamenti ambientali hanno influenza sul fumo e questa ricerca indica come comunicazioni persuasive possano influenzare l’atteggiamento verso questa abitudine.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 20.02.2017

La dieta mediterranea ha effetti antidepressivi

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RIDUCE GRAVITA’ DEL DISTURBO IN SOLE 12 SETTIMANE

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La depressione si vince a tavola con una ricetta molto tradizionale: si tratta di seguire la dieta mediterranea e di avere l’accorgimento di evitare certi cibi (ad esempio dolci e bibite) e preferirne altri (cereali integrali, legumi, uova, carni magre, olio d’oliva).
Lo rivela una sperimentazione clinica condotta in Australia da Felice Jacka della Deakin University.
Secondo quanto riferito sulla rivista BMC Medicine, lo studio clinico prende le mosse da una serie di evidenze scientifiche pubblicate in cui si misurava il rischio di depressione di persone che adottavano una dieta sana o, invece, inclini a mangiare in modo scorretto. Da questi studi emergeva che la depressione è più frequente tra coloro che conducono una dieta poco salubre così Jacka ha pensato di allestire una sperimentazione clinica per vedere se effettivamente la dieta mediterranea potesse in qualche modo trattare il disturbo depressivo.
Nello studio Smiles Jacka ha coinvolto 67 pazienti con depressione da moderata a grave: metà del campione ha seguito per 12 settimane una dieta mediterranea modificata a base sostanzialmente di cereali integrali, molti legumi, carne magra, uova, pesce latticini non zuccherati. con un limitatissimo consumo di bibite e alcolici Il resto del campione per le 12 settimane doveva invece continuare la propria dieta di sempre. Il livello di depressione di tutti i partecipanti è stato misurato con una scala (da 0 a 60 dove 60 indica depressione grave e 0 remissione) prima e dopo le 12 settimane.
È emerso che tra coloro che hanno seguito la dieta mediterranea il livello di depressione è calato; in alcuni pazienti si è addirittura raggiunta la remissione. Resta da capire quali siano gli ingredienti della dieta mediterranea con effetti antidepressivi, ma è probabile che sia un mix di tutto ad esempio la ricchezza di grassi buoni che proteggono il cervello e il ridotto consumo di zuccheri tossici per il cervello.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 20.02.2017


Dieta mediterranea con 4 cucchiai olio oliva toccasana cuore

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MIGLIORANO EFFETTI COLESTEROLO “BUONO”

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La dieta mediterranea, arricchita di uno degli ingredienti cardine che è l’olio d’oliva, è un toccasana per il cuore. Aggiungendo a questo regime alimentare, tra le altre cose ricco di frutta e verdura, il prezioso condimento (ne bastano quattro cucchiai al giorno) migliorano infatti gli effetti protettivi per il cuore del colesterolo ‘buono’ (Hdl), cosa che riduce il rischio di malattie cardiache e ictus. È quanto emerge da una ricerca dell’Hospital del Mar Medical Research Institute, a Barcellona, pubblicata sulla rivista Circulation.
Gli studiosi hanno preso in esame 296 persone considerate a rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, che partecipavano a uno studio denominato Prevención con Dieta Mediterránea. L’età media era di 66 anni ed è stata assegnata loro da seguire per un anno una dieta scelta tra tre diverse. La prima era una dieta mediterranea tradizionale arricchita da quattro cucchiai al giorno di olio di oliva, meglio se extravergine, la seconda una dieta mediterranea tradizionale integrata giornalmente con una manciata di noci e la terza una dieta ‘di controllo’ che conteneva una quantità ridotta di carne rossa, latte e formaggi ad alto contenuto di grassi, alimenti trasformati e dolci.
Dai risultati è emerso che nessuna delle diete aumentava i livelli di colesterolo buono (Hdl) ma entrambe quelle mediterranee ne hanno migliorato le funzioni. I progressi sono stati migliori in coloro che avevano seguito la dieta con olio extravergine di oliva. In particolare, a migliorare era l’effetto di contrasto alla formazione di placche nelle arterie e la capacità vasodilatatoria, con vasi sanguigni più ‘rilassati’.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 15.02.2017

Ricostruita sequenza genetica del tumore al pancreas

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ORA POSSIBILE STUDIARE NUOVE TERAPIE

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Si apre un nuovo capitolo nella lotta ai tumori del pancreas, che hanno una mortalità del 60% che, secondo gli oncologi, è il problema clinico più importante tra queste neoplasie. Un gruppo di ricerca internazionale coordinato dal team italiano di Arc-Net, centro di ricerca dell’Università di Verona e Azienda ospedaliera universitaria integrata, diretto dall’anatomopatologo Aldo Scarpa, ha sequenziato il genoma dei tumori neuroendocrini del pancreas e ne ha decriptato il panorama delle mutazioni genetiche.
La scoperta consentirà di indirizzare lo sviluppo di specifiche terapie che vadano a contrastare le diverse tipologie di alterazioni individuate. I risultati sono stati pubblicati su Nature. “Grazie a questi risultati – ha spiegato Aldo Scarpa – saremo in grado di suddividere i pazienti che possano trarre beneficio da una terapia aggressiva come chemioterapie, chirurgia e radioterapie, da quelli che non ne hanno bisogno limitando il danno che deriverebbe da una terapia troppo aggressiva”.
Lo studio è stato realizzato grazie alla collaborazione con la biobanca di Arc-Net diretta dalla ricercatrice Rita Lawlor, con i clinici dell’Istituto del pancreas dell’Aoui diretto da Claudio Bassi e dell’Oncologia universitaria diretta da Giampaolo Tortora, il gruppo di Andrew Biankin di Glasgow e quello australiano coordinato da Sean Grimmond. Ha, inoltre, collaborato Angelo Paolo Dei Tos, anatomopatologo dell’azienda ospedaliera di Treviso. I ricercatori hanno lavorato su 160 tumori neuroendocrini del pancreas, del tipo “ben differenziato”, ovvero i più frequenti ma potenzialmente curabili data la lentezza del loro sviluppo.
Si tratta di neoplasie che hanno un comportamento clinico imprevedibile per gli oncologi poiché variano dal benigno all’altamente maligno.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 16.02.2017

Convocazione Assemblea dei Soci

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CONVOCAZIONE ASSEMBLEA DEI SOCI

L’Assemblea dei Soci della Sezione provinciale LILT di Ragusa è convocata giorno 28.02.2016 dalle ore 9,00 – alle ore 10,30 in seconda convocazione -per discutere il seguente ordine del giorno:
1) Approvazione bilancio consuntivo anno 2016;
2) Comunicazioni del Presidente.
Sono ammesse fino a tre deleghe per ogni socio.

Frutta e verdure un toccasa anche per l’umore

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IN SOLE 2 SETTIMANE MIGLIORA BENESSERE PSICOLOGICO

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Frutta e verdura non solo fanno bene alla salute dal punto di vista fisico ma sono un toccasana anche per l’umore. Aumentarne il consumo migliora il benessere psicologico in poco tempo, bastano due settimane.
È quanto emerge da uno studio neozelandese, dell’Università di Otago, pubblicato sulla rivista Plos One. Gli studiosi hanno preso in esame 171 persone, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, che consumavano poca frutta e verdura. Sono stati divisi in tre gruppi, uno dei quali di controllo , e i ricercatori hanno svolto, in 14 giorni, due tipi di interventi che li hanno visti coinvolti: il primo con dei messaggi di testo che ricordavano, tramite il cellulare, di mangiare più frutta e verdura e con dei voucher prepagati per incentivarne il consumo, il secondo che prevedeva invece la fornitura diretta di due porzioni giornaliere in più di ortaggi e frutta fresca (carote, kiwi, mele e arance).
Dai risultati è emerso che tra i partecipanti che erano stati inseriti in quest’ultimo gruppo, a cui cioè erano state date in maniera diretta frutta a verdura, non solo il consumo di questi alimenti aumentava ma migliorava anche il benessere psicologico, rilevato tramite test appositi o riportato, in particolare per quanto riguarda vitalità e motivazione. Inoltre, chi era in questo gruppo tendeva a consumare più ortaggi e frutti crudi rispetto agli altri, che avevano ricevuto solo dei reminder o degli incentivi al consumo, che invece sceglievano più di frequente di cuocerli o mischiarli ad altri ingredienti.

da ANSA.IT Salute&Benessere del 13.02.2017


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